Marasma a Palazzo
Il Cav. sotto assedio vuole salvare Milanese e Tremonti, ma butta male
Il gruppo dei pretoriani del Cav., più o meno esplicitamente, pensa che sia necessario salvare il governo aprendo all’Udc di Pier Ferdinando Casini. E’ l’idea di Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. Angelino Alfano sostiene (pubblicamente) il contrario e il Cavaliere ha ben presente quale sia la pregiudiziale di Casini (le sue dimissioni). Una situazione potenzialmente esplosiva. “Non possiamo segare il ramo sul quale siamo tutti seduti”, dice Mario Baccini, che da ex democristiano osserva con curiosità i segnali di avvicinamento tra una parte del Pdl e l’Udc.
19 AGO 20

Il gruppo dei pretoriani del Cav., più o meno esplicitamente, pensa che sia necessario salvare il governo aprendo all’Udc di Pier Ferdinando Casini. E’ l’idea di Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. Angelino Alfano sostiene (pubblicamente) il contrario e il Cavaliere ha ben presente quale sia la pregiudiziale di Casini (le sue dimissioni). Una situazione potenzialmente esplosiva. “Non possiamo segare il ramo sul quale siamo tutti seduti”, dice Mario Baccini, che da ex democristiano osserva con curiosità i segnali di avvicinamento tra una parte del Pdl e l’Udc, ma al tempo stesso pensa che non ci sia, adesso, un’alternativa credibile a Berlusconi. “La questione non è se vogliamo o meno avvicinarci a Casini. La vera domanda è: ‘Vogliamo scaricare Berlusconi o no’?”. E’ di questo che si discute in un Pdl molto confuso e agitato dal precipitare in Aula dell’affaire Marco Milanese.
Giovedì la Camera vota sull’arresto dell’ex braccio destro di Giulio Tremonti, e la vigilia del voto non potrebbe essere più indecifrabile: nessuno è davvero in grado di prevedere come andrà a finire, ci sono segnali di nervosismo nella Lega (ala Roberto Maroni) ma anche nel Pdl; movimenti pericolosi non favoriti dall’ipotesi che si voti a scrutinio segreto come vuole il Partito democratico. Se Milanese dovesse essere scaricato dal Parlamento, le cose potrebbero mettersi male per il ministro dell’Economia e di conseguenza per tutto il governo. Se fino a pochi giorni fa l’esito del voto era considerato ininfluente, dal punto di vista del Cavaliere (propenso a mollare Tremonti), adesso l’esplosione irruenta del caso Lavitola-Tarantini e l’accelerazione dell’assedio giudiziario hanno cambiato gli equilibri. L’esecutivo periclitante sarebbe in grado di reggere le dimissioni di Tremonti? Anche a questa domanda nessuno sa rispondere. E’ tuttavia certo che da qualche giorno Berlusconi preme sul gruppo parlamentare del Pdl perché si facciano i conti in maniera precisa: Milanese va messo in salvo. Ma di fronte alle novità che riguardano i processi del premier, in particolare la vicenda Mills che si avvia alla fase conclusiva, nel Pdl si fa strada il timore dell’incidente parlamentare: potrebbe capitare in qualsiasi momento, a partire da giovedì prossimo a Montecitorio proprio sul caso Milanese.
E dunque si torna anche a parlare di elezioni anticipate al 2012.
E dunque si torna anche a parlare di elezioni anticipate al 2012.
Ma in un clima di confusione assoluta, perché all’ottimismo ostentato del Cavaliere si sommano i movimenti di un grande centro pidiellino che teorizza l’apertura immediata all’Udc di Pier Ferdinando Casini, un’operazione che tuttavia non può prescindere dalla condizione irrinunciabile posta dal leader centrista: “Berlusconi si dimetta”. Il premier non ci pensa nemmeno, com’è noto, e c’è persino chi gli attribuisce la volontà di lanciare una sua lista “Berlusconi presidente” alle prossime elezioni (anticipate?). Non aiutano a fare chiarezza le mosse dei frondisti pidiellini. Il gruppo dei dissidenti più agguerriti, da Gianni Alemanno a Roberto Formigoni, non sembra infatti avere un chiaro progetto a breve termine: viene agitata la proposta della riforma elettorale con l’introduzione delle primarie, ma in un contesto politico che sembra destinato a tali e continui stravolgimenti da vanificare qualsiasi piano, persino in relazione ai rapporti con l’Udc. Dice Baccini: “Se vogliamo vincere le elezioni del 2013 dobbiamo rinnovare il Pdl, fare i congressi e passare da una fase di leadership carismatica a una fase di leadership plurale. Per arrivare a questo risultato abbiamo bisogno di tempo e il tempo ce lo dà solo questo governo”.